Stefania Camilleri

Motivazione:  In nome del recupero contemporaneo del mito delle Arti sorelle che resta il traguardo più alto della ricerca intellettuale e dell’ispirazione estetico-figurativa

Nota critica di Massimiliano Pecora

Nel proemio della Teogonia Esiodo ci narra della consuetudine divina di assistere alla danza del Musagete e di Mnemosine con le loro figlie. Che siano a ricordarcelo, nei secoli, Omero, Simonide di Ceo, Orazio, Dante, Vasari, Marino e tanti altri, è cosa ben nota. Un’immancabile esigenza ci spinge a far dialogare le arti attraverso i secoli. I figurata si inseguono e ci rimandano, nei loro accordi grafici e nelle loro incisioni, a immagini e a parole lontane, a sogni e a profezie sul futuro e su mondi che non conosceremo mai. Nella nostra cultura, il confronto tra arte e parola, fin dalla celebre Coppa di Nestore, si fonda su un rapporto di interconnessione e di reciproco nutrimento, esplorato attraverso la poesia, la scrittura e le arti visive. Questo dialogo, che può essere esplorato in termini di confronto, sinergia o fusione, si manifesta in modi diversi: la parola può interpretare e arricchire l’opera visiva, mentre l’arte può fungere da linguaggio universale per evocare emozioni e idee che le parole da sole non riescono a esprimere pienamente. In sostanza, andiamo sempre alla ricerca di un sinolo che renda ragione dei nostri sforzi intellettuali e che possa offrirsi a noi come un luogo totalizzante e sicuro. Si tratta, però, di una mera illusione. Lo aveva capito Gotthold Ephraim Lessing con il suo Laocoonte, per non parlare di Roberto Longhi, che, tuttavia, se ne guardava bene dall’abiurare le sue giovanili «equivalenze verbali»!

Resta comunque vera una constatazione: quando animato da una profonda volontà, ognuno di noi tenta strade che, al di là della loro stretta rispondenza a codici antichi, si intrecciano e si innervano nella sua personale e poi universale visione dell’arte. Possiamo essere sicuri che un linguaggio sia diverso da un altro, ma non per questo troviamo impossibile farci possedere da quel demone dell’analogia che tanto preoccupava Stephane Mallarmé. Linee, curve, colori, parole, espressioni sono quantità, misure con le quali componiamo il mondo e la stessa natura che abitiamo. Potremmo perfino domandarci, come fa, in Furor mathematicus, il matematico, architetto e poeta Leonardo Sinisgalli, «nei cristalli la natura non si esprime in versi?». E perché non modificare questa domanda in una recisa affermazione come quella dell’artista che oggi premiamo: «Siamo fatti di stelle»?

In fondo l’arte non è un insieme di script dai quali ricavare infinite possibilità che riconosciamo come parte di noi, anche quando ce ne sentiamo più estranei?

Studiosa di informatica e di statistica, allieva del maestro russo di acquerello Vladimir Khasiev, Stefania Camilleri vanta numerosissime mostre personali e le partecipazioni a collettive di acquerello e di fotografia fino alla data del 2006, quando, con la mostra Poesie d’acqua ospitata alla Torretta Valadier di Ponte Milvio, si fa fondatrice del movimento Sinestesismo creativo. Le sue ricerche sul simbolismo coloristico informano tutti i numerosissimi interventi, specie quelli sulla prestigiosa rivista «Arte per oggi». Presente alla Biennale di Viterbo 2014 con la sua opera Atollo, che fa parte del nuovo progetto di Art Design dedicato ad architetti, interior designers, progettisti di yacht, ha partecipato alla XVII edizione di TOLFARTE, nel palazzo Buttaoni e dal 18 ottobre 2025 la sua ultima personale, patrocinata dalla Regione Lazio, è al prestigioso Museo Crocetti di Roma. A coronamento di tutto ciò, ancora una volta, l’ombra ispiratrice della letteratura con il libro bi-fronte La strega e l’architetto, scritto a quattro mani con Dante Frontero per EMIA edizioni secondo una tecnica che, per quanto postmoderna, avrebbe destato l’interesse del grande John Fowls della Donna del tenente francese.

Per l’intensità del coraggioso perseguimento del mito dell’ut pictura poësis in nome di una rappresentazione umanamente e cosmogonicamente totalizzante – come ben testimonia anche il flyer della nostra giornata, gentilmente concesso dall’artista – l’alto plauso della giuria e del presidente della XXXIV edizione del Premio letterario internazionale e pubblico Città di Pomezia va a Stefania Camilleri.

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